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Gastronomia
Riordinando vecchi
documenti e foglietti scritti rigorosamente a mano (nei primi
anni del secolo scorso certamente non esistevano né stampanti né
computer), ho trovato alcune ricette scritte da mia nonna
paterna vissuta appunto tra la fine dell’ottocento e poco dopo
la metà del novecento. Si tratta certamente di sue varianti di
ricette note e meno note di primi piatti, secondi e dolci. Mia
nonna era infatti una bravissima cuoca. Ricordo benissimo che
quando ero bambino il profumo dei dolci era una costante in
casa, e spessissimo potevamo gustare torte o dolciumi di ogni
fattura. Quando ero bambino in casa mia già c’erano i fornelli a
gas, ma ricordo bene di come mia nonna mi raccontasse come
andavano le cose a i “suoi” tempi…e ancora oggi, se chiudo gli
occhi, rivedo mia nonna intenta a cucinare con la
cucina economica. Una grossa stufa che racchiudeva in sé la
possibilità di cucinare e quella di scaldare la casa, ed era
alimentata rigorosamente a legna. La cucina era il locale della
casa dove tutta la famiglia trascorreva la maggior parte del
tempo e durante l’inverno era l’unica stanza riscaldata.
Oggi anche io mi diletto nella preparazione di dolci e piatti
tipici cercando di seguire le ricette che mi ha lasciato mia
nonna e cercando di cogliere i piccoli segreti che rendevano
quei piatti unici e irripetibili…per noi è più facile, forniti
come siamo di tutte le strumentazioni dei nostri giorni (forno,
microonde, robot da cucina…), ma ancora adesso rimango ammirato
dall’abilità di mia nonna, e di tutte le massaie dei suoi tempi,
nel saper regolare in modo giusto ed equilibrato la temperatura
del forno, aggiungendo qualche "ciocco" di castagno per
aumentarne la temperatura o togliendo parte della brace per
diminuirla. Forse il segreto della bontà di quelle ricette
risiedeva proprio in quelle abilità ormai scomparse.
Ma torniamo a quei foglietti dove, scritte ancora con
l'inchiostro della
penna stilografica, ho trovato fra le tante, tre ricette che
qui trascrivo di seguito. Sicuramente mia nonna trovava nei
boschi di Montepiatto, dove trascorreva le vacanze estive con la
famiglia, alcuni degli ingredienti necessari per la loro
preparazione.
Crostata di more
Le more, a Montepiatto,
si possono raccogliere da dopo ferragosto fino ai primi giorni
di settembre.
INGREDIENTI PER LA MARMELLATA:
500 gr. di zucchero per
1 Kg
di more
Cuocere a fuoco lento le more con lo zucchero senza aggiungere
acqua mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno
finché la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza.
Non aggiungere addensanti per abbreviarne la cottura, fatelo
solo con more coltivate, ma non con quelle di Montepiatto
(sarebbe un sacrilegio il solo pensarlo!)
INGREDIENTI PER LA PASTA FROLLA:
400 gr. farina bianca
200 gr. zucchero
200 gr. burro
n. 4 uova (solo i rossi)
una scorzetta di limone grattugiata
un pizzico di sale
Mescolare ed impastare gli ingredienti senza aggiungere acqua
(il burro deve già essere ammorbidito). Fare riposare la pasta
così ottenuta per circa una mezzora in frigorifero.
Fare un disco con 3/4 della pasta e disporla nella teglia
facendo un bordo di circa 5 o
6 mm. Aggiungere uno strato di marmellata
di more e guarnire con striscioline di pasta frolla ottenuto col
resto della pasta avanzata. Cuocere in forno non ventilato per
circa 20 minuti a 190° o 200° (ogni forno ha i suoi tempi,
regolarsi di conseguenza)
Torta di sambuco (pan meino)
Cogliere 10 o 12 grappoli
di fiori di sambuco e fare essiccare al sole per molti giorni in
una tavorella di legno ricoperta con carta pergamino fino a
quando si riduce al tatto quasi in polvere.
I fiori di sambuco si raccolgono tra la seconda metà del mese di
maggio e la prima decade di giugno, a seconda dell'andamento
climatico della stagione. Essi devono essere già perfettamente
aperti ma non troppo avanti, devono cioè conservare il polline
che una volta essiccato con tutto il fiore dà il tipico suo
profumo. Avere cura di togliere il gambetto del fiore,
altrimenti il profumo sarebbe accompagnato da uno sgradevole
aroma di fieno.
INGREDIENTI:
400 gr. farina bianca
100 gr. farina gialla (quella della polenta però macinata fine)
100 gr. zucchero
260 gr. burro
n. 2 uova (solo i rossi)
n. 4 cucchiai di fiori di sambuco essiccati
n. 1 bustina di lievito per dolci
un po’ di latte
Lavorare ed impastare gli ingredienti, infornare a forno già
caldo e non ventilato a 200° e cuocere per circa 40 minuti.
A scelta, spolverare con zucchero a velo
Nocino
Cogliere le noci con
ancora il mallo circa intorno la fine del mese di giugno.
INGREDIENTI:
n. 40 noci
n. 1,5
litri
di buona grappa
300 gr. zucchero
Procurarsi un recipiente di vetro abbastanza capiente,
aggiungere le noci tagliate in due pezzi e la grappa (a scelta
aggiungere un po’ di cannella e 4 o 5 chiodi di garofano).
Fare riposare al buio in ambiente caldo per 40 giorni e più.
Alla fine filtrare con carta filtro e riempire le bottiglie
aggiungendo lo zucchero. Lasciare invecchiare ancora qualche
mese prima di consumare.
C.S.
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Cucina economica

More di rovo

Fiori di sambuco

noci ancora
ricoperte dal mallo
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